Discussione generale
Data: 
Mercoledì, 21 Gennaio, 2026
Nome: 
Federico Gianassi

Grazie, Presidente. Nel suo intervento il Ministro ha sostanzialmente ricordato all'Aula che i processi durano poco nelle dittature, un giorno, quindi evidentemente reputa che una democrazia si misura dalla lunghezza dei processi. Possiamo quindi rassicurare che siamo la democrazia più forte del mondo noi, visto che le udienze del giudice di pace vengono rinviate al 2032. Ora, noi non pretendevamo processi che durassero un giorno come nelle dittature, ma quantomeno nei tempi che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha detto sono i tempi massimi entro i quali è possibile rispettare un diritto fondamentale della persona, il diritto alla ragionevole durata del processo. Poi il Ministro ci ha spiegato che tutto in realtà funziona straordinariamente, che noi avevamo sbagliato a pensare che la giustizia fosse al collasso. Il Ministro ci ha ricordato che il PNRR viaggia a piene vele, la digitalizzazione è fantastica, gli investimenti sull'edilizia mai visti prima, le assunzioni al top, la magistratura onoraria è a posto e anche il carcere tutto sommato sta iniziando andare benino. Un mondo fantastico che però non esiste. Basta chiedere a un operatore del diritto, un avvocato, un magistrato, un cittadino, un'impresa che entrano qualche secondo in un'aula di tribunale per chiedere: vi risulta che questo sia un mondo meraviglioso e fantastico? Chiunque di loro risponderà: è un disastro. Ma il Ministro lo nega e questo è un grande problema se, dopo tre anni di esercizio della funzione di Ministro, nega i clamorosi problemi che ci sono nella giustizia. Il PNRR sta fallendo. La Corte dei conti, che la destra ha limitato, ma non ancora eliminato, ha espresso valutazioni molto diverse da quelle del Ministro. Il Ministero della Giustizia è il peggiore tra i Ministeri in relazione all'adempimento dei risultati del PNRR: il giudice di pace è al collasso; il processo telematico in tilt. Rispetto alle risorse del PNRR siete riusciti a investire solo un terzo delle risorse sulla digitalizzazione. Nel Ministero della Giustizia ci sono 12.000 precari e non basta fare proroghe, serve fare la stabilizzazione, che pure il Parlamento ha deciso - con un voto favorevole a una nostra raccomandazione, in occasione della manovra di bilancio - di proporre al Governo. C'è una carenza strutturale di personale e i tagli, anno per anno, della manovra di bilancio sul Ministero della Giustizia, ai quali il Ministro Nordio non si oppone, aggravano la situazione di carenza di personale. Il carcere sta esplodendo. C'è un fallimento complessivo della politica in materia di giustizia penale. Come vi avevamo detto negli anni scorsi, la creazione di tante nuove fattispecie di reato non produrrà maggiore sicurezza nel nostro Paese. La sicurezza è al collasso e voi pensate di risolvere il problema, ancora una volta, con un nuovo pacchetto di misure che reitera quella strategia fallimentare. Il 2025 è stato l'anno della clamorosa umiliazione delle istituzioni nazionali in materia di obblighi di cooperazione con la Corte penale internazionale. Il Governo è stato inadempiente rispetto all'arresto, alla consegna di un pericoloso criminale internazionale. Il Ministro Nordio nel 2022 si era presentato nelle Commissioni Giustizia dicendo: mi impegno ad approvare in poche settimane il codice dei crimini internazionali. È scomparso il codice e sono scomparsi anche criminali internazionali, che il Governo italiano riporta nei luoghi in cui commettono quei crimini. Insomma, è una situazione davvero incresciosa ed è clamoroso che il Ministro sia venuto qui a rivendicare un mondo che non esiste. Si è poi soffermato sulla demolizione della Costituzione, con la riforma che lui ha portato avanti. Ha già detto candidamente in altre sedi: la riforma che ha approvato il Parlamento non serve a migliorare il sistema della giustizia. Già questo basterebbe per accantonare il tema e concentrarsi sui problemi reali. Ma vorrei ricordare al Ministro - che è uscito dall'Aula - che il suo più stretto collaboratore, il Sottosegretario Delmastro, ha usato parole verso quella riforma peggiori di quelle che spesso usano anche le opposizioni. Ha dichiarato Delmastro: “dare ai pubblici ministeri un loro CSM è un errore strategico che, per l'eterogenesi dei fini, si rivolterà contro. I pm, prima di divorare i politici, andranno a divorare i giudici.” Mi sembrano, come dire, critiche gravissime, pericolose, che mettono in discussione la tenuta democratica del Paese e arrivano dal più stretto collaboratore del Ministro. Allora, il Ministro prima di provare a convincere noi - non ce la farà mai - provi a convincere i suoi più stretti collaboratori, che hanno un giudizio così negativo della riforma che qualche volta nemmeno l'opposizione riesce a esprimere con questa chiarezza.

Allora, questa è una riforma pericolosa. È bastato ascoltare gli esponenti della maggioranza che dicono: noi difendiamo l'autonomia e l'indipendenza e, poi, pretenderebbero che le leggi non fossero interpretate e applicate dai magistrati oppure che i magistrati non si occupassero di far rispettare il principio di legalità. Non funziona così in democrazia. In democrazia non esistono i poteri illimitati per chi vince le elezioni. Esistono grandi poteri, ma l'obbligo per tutti, anche per il Governo, di rispettare la legge, che viene valutata, interpretata e applicata da un corpo autonomo e indipendente rispetto alla politica.

Ora, il Ministro Nordio, nelle sue difese, sulla riforma ha detto: ci sono esponenti del centrosinistra che erano a favore, ma ora votano contro perché c'è un livello di politicizzazione crescente. Aumenteranno sempre di più, ovviamente, quelli del centrosinistra che voteranno contro, ma c'è anche chi era contro la separazione delle carriere e oggi dice di sì, il Ministro Nordio ad esempio, che non può essere quindi un garante della coerenza. Aggiungo che il Ministro ha detto: c'è chi non conosce la Costituzione. Sì, è lui. Abbiamo letto che lui ha scritto che: i padri costituenti hanno fatto una Costituzione che si ispira ai principi mussoliniani; cioè i costituenti, trattenuti in galera durante il fascismo, una volta liberati, scrissero una pagina bianca, la Costituzione, definendo insieme le regole del CSM che Nordio vuole disintegrare e loro sarebbero i portatori di una cultura fascistoide. Ma questa è una falsificazione storica vergognosa e infame da parte di un Ministro che non ha nessuna credibilità e contro il quale non solo ci opponiamo in questa sede, ma nelle strade, nelle piazze italiane, contro questa politica di giustizia che è finalizzata, come dice Giorgia Meloni, la Premier, a limitare l'invadenza della magistratura. Non è invadenza, la magistratura deve garantire il rispetto della legalità, a cui tutti i cittadini, i parlamentari e i membri del Governo sono tenuti. Se non c'è questo principio  non c'è democrazia e in un periodo di torsione autoritaria delle democrazie verso l'autoritarismo è ancora più doveroso combattere contro questa impostazione.